22/11/2014 Bovisa - Il polo chimico italiano rinasce dall'Università - La cittadella universitaria, tra fabbriche e gasometri

Sabato 22 novembre ore 10.00

Era il 1882 quando, nella zona Nord della città, alle porte dell’abitato, Giuseppe Candiani apriva la prima fabbrica di acido solforico in Italia. Con la cenere ricavata dagli scarti di lavorazione di lì a poco saranno realizzati i terrapieni delle linee ferroviarie che tanto contribuiranno a fare della BOVISA un centro produttivo nevralgico per la città e per il paese.  Montecatini, I.V.I. (Industria Vernici Italiane), Carlo Erba, Sirio, Ceretti & Tanfani, Società Italiana Smeriglio, FACE Standard, Livellara oltre alle Officine del Gas, furono attratte allora dalla posizione strategica e dalla rete ferroviaria efficiente e finirono per definire l’immagine di un quartiere industriale fra i più importanti di Milano, reso celebre dalle vedute con gasometri di Mario Sironi, come dai ritratti appassionati di E. Olmi con il film Ragazzo della Bovisa.

Con la dismissione delle fabbriche avviata negli anni Settanta, la riconversione è partita proprio dalle stesse attrattive che avevano già attirato le industrie: i collegamenti e la posizione.

A seguito di un concorso bandito nel 1998 infatti vi si insedia il Politecnico, in cronica carenza di spazi nella sede di Città Studi, cui seguono l’Istituto Mario Negri e il Polo Televisivo Mediapason, mentre nella storica Goccia disegnata dall’anello ferroviario è stato approvato nel 2008 il progetto dello Studio OMA di Rem Koolhaas per la Nuova Bovisa: primo polo internazionale dedicato alla ricerca e all’innovazione capace di unire università e industria.

 

Architetto Monica Torri

€ 20.00

 

       



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